Videogiochi si o no?

 

Videogiochi,ragazzi,bambini,tv,giochi,adulti,genitoriVideogiochi si o no?  Apprezzati da giovani e meno giovani, sono ormai presenti in 7 case su 10. C’è, però, chi li guarda ancora con sospetto…  

Per anni sono stati accusati di far male al cervello e di causare isolamento e dipendenza. Adesso molti studi li riabilitano. D’altra parte, in Italia questi divertimenti sono presenti ormai in 7 case su 10 e, mentre tanti genitori li guardano con sospetto, altri, in particolare la fascia più giovane, li apprezzano e magari giocano con i loro figli. Quale sarà la verità? Gli esperti dell’associazione Telefono Azzurro, l’associazione da sempre schierata in difesa dei bambini, fa un po’ di chiarezza. Ecco qualche considerazione.  I benefici: I videogiochi in sé non vanno demonizzati a  priori, perché in realtà offrono non pochi benefici, evidenziati anche da un recente studio della Commissione del Parlamento europeo: per esempio, favoriscono l’apprendimento e la socializzazione, stimolano la riflessione strategica, la creatività, la cooperazione, potenziano lo sviluppo di capacità di coordinazione, avvicinano i bambini alla tecnologia e offrono (anche ai genitori!) occasioni per giocare. Non isolano: Da sfatare anche il mito secondo cui questo passatempo isolerebbe i nostri figli. Una ricerca Aesvi (Associazione Editori Software Videoludico Italiana) del 2006 sottolinea come per i   bambini al di sotto dei 10 anni il gioco avviene spesso (52%) in compagnia dei genitori, soprattutto padre o fratelli, mentre con il crescere dell’età coinvolge sempre più gli amici e i coetanei (42%). Ultimamente stanno crescendo le possibilità di “videogiocare” insieme, come per esempio il multiplayer gaming e l’online play, modalità che permettono a più giocatori contemporaneamente, ciascuno da casa propria,di organizzare sfide e di attivare forme di cooperazione.

Giocando si impara: I videogiochi possono essere utilizzati anche nelle scuole come strumento didattico divertente e gradito ai ragazzi. Inoltre, ormai esistono numerosi software informatici che prevedono programmi di videogiochi per sostenere l’apprendimento anche a supporto di disturbi  specifici,quali dislessie, discalculie o deficit sensoriali.

In caso di contenuti aggressivi: Botte, risse, sparatorie: come mai i nostri figli spesso vanno pazzi per videogiochi a contenuto aggressivo? Attraverso le scene paurose o violente dei videogiochi, spiegano gli psicologici, cercano di comprendere la violenza di cui lì bersagliano altri media, per esempio i programmi televisivi , o Internet; inoltre, in questo modo, sperimentano un senso di potenza, forza e invincibilità. Sta ai genitori stabilire un limite al grado di violenza, in base al singolo gioco e all’età dei figli. In caso di rilevazione di contenuti non adeguati,si può comunque inoltrare una segnalazione al 114 Emergenza infanzia.

 

Videogiochi si o no?ultima modifica: 2012-05-20T21:04:42+00:00da gossip360
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